Retribuzione professionale docenti (RPD): cos’è e come ottenerla

Retribuzione Professionale docente: di cosa si tratta, a chi spetta e come ottenerla.

Ve lo spiega il Dott. Stefano Longo, Consulente in Diritto Scolastico e collaboratore dello Studio, con questo breve articolo.

La retribuzione professionale docenti (RPD)

Non tutti sanno che la retribuzione del personale docente si distingue in diverse componenti, di cui le più importanti sono la paga base e la retribuzione professionale docenti (RPD), oltre ad eventuali altri compensi per lo svolgimento di ore o attività aggiuntive.

La retribuzione professionale docenti è un compenso di natura fissa e continuativa, non collegato a particolari modalità di svolgimento della prestazione del personale docente (non è necessario dunque fare ore aggiuntive, progetti, svolgere particolari funzioni, ecc.), istituito dal CCNL “secondo biennio economico 2000/2001”.

Precisamente, l’art. 7 del CCNL 15.3.2001 stabilisce, al comma 1, che “sono attribuiti al personale docente ed educativo compensi accessori articolati in tre fasce retributive”, aggiungendo, al comma 3, che «la retribuzione professionale docenti, analogamente a quanto avviene per il compenso individuale accessorio, è corrisposta per dodici mensilità con le modalità stabilite dall’art. 25 del CCNI del 31.8.1999”

A chi viene corrisposta la retribuzione professionale docenti (RPD)?

La Retribuzione Professionale Docenti (RPD) è una retribuzione individuale accessoria che viene corrisposta a tutti i docenti di ruolo e persino ai docenti non di ruolo con contratto annuale (30 giugno e 31 agosto).

Ai docenti precari (quelli impiegati per le cosiddette supplenze brevi e saltuarie) l’R.P.D. non viene corrisposta.

A quanto ammonta la retribuzione professionale docenti (RPD)?

Trattasi di un compenso di €. 174,50 mensili, pari a circa il 10% della paga base.

In passato, ammontava a 164,00 euro mensili, poi aumentati a 174,50 con il C.C.N.L. del 19 aprile 2018. E’ dunque possibile non solo ottenere l’aumento dello stipendio, ma anche il pagamento degli arretrati degli ultimi cinque anni.

Come faccio a capire se mi è stata versata o meno l’RPD?

Basta controllare il cedolino.

Se per esempio, ho lavorato su una supplenza fino al termine delle attività didattiche con un unico contratto, quasi certamente troverò sul cedolino – oltre alla voce “stipendio tabellare”- anche la voce retribuzione professionale docenti.

Se non risulta (per esempio, in caso di supplenza fino al termine delle lezioni) vuol dire che effettivamente non mi è stata corrisposta.

Ci sono precedenti giurisprudenziali?

La Corte di Cassazione già dal 2018 ha dichiarato illegittima e discriminatoria l’esclusione dei docenti impiegati per “supplenze brevi” dal compenso per l’RPD, in virtù del principio di parità di trattamento sancito dall’accordo quadro europeo sul contratto a tempo determinato, che vieta ogni discriminazione tra personale “fisso” e personale precario.

Come farsi riconoscere tale retribuzione accessoria?

Tramite ricorso, in quanto – nonostante la pronuncia della Cassazione- il Ministero non ha dato indicazioni di corrispondere pacificamente l’RPD a tutti gli aventi diritto.

Ma la chiarezza della pronuncia e la sua autorevolezza (si tratta della Corte che ha il compito di dettare ai Giudici le linee guida per interpretare correttamente la legge) non lascia margini per un rigetto della domanda.

Come aderire all’azione legale dello Studio Strangio?

All’azione può partecipare tutto il personale docente, oltre che A.T.A. e D.S.G.A.

Il costo dell’azione è di euro 300,00 oltre al contributo unificato variabile in base al valore del ricorso.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono:

  1. Contattare lo Studio legale dell’Avv. Sebastiano Strangio, Via C. Colombo, 203 – 89032, Bianco (RC) all’indirizzo email info@studiostrangio.it per fissare un primo colloquio (anche in via telematica o telefonica) e successivamente ricevere la documentazione da compilare.
  2. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione di euro 300,00 attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie indicate con causale “Ricorso RPD”.
  3. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo di cui sopra, i seguenti documenti:

– due procure in originale e sottoscritte;

– copia del documento di identità e del codice fiscale;

– copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “Ricorso RPD”);

– copia dei certificati di servizio;

– copia di tutti i cedolini relativi agli ultimi 5 anni di servizio;

– copia dell’ultimo contratto stipulato;

– copia del decreto di ricostruzione della carriera, qualora esistente;

– contratto per la determinazione del compenso professionale sottoscritto in originale;

– solo nel caso di reddito familiare inferiore ad euro € 34.481,4,  modulo di esenzione dal contributo unificato di iscrizione a ruolo sottoscritto in originale.

Sulla busta deve essere apposta la scritta “ricorso RPD” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

  1. Inoltrare a mezzo e-mail a info@studiostrangio.it la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso RPD”.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa che ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione, e soprattutto la relativa sottoscrizione, in ORIGINALE.

Questo studio declina ogni responsabilità in merito all’eventuale mancata proposizione del ricorso qualora non siano rispettate le procedure previste nella presente informativa, riservandosi, anche in ipotesi di correttezza della procedura seguita, l’accettazione dei vostri mandati che verrà comunicata esclusivamente via e-mail.

Precisiamo che solo il corretto perfezionamento della procedura sopra descritta sarà ritenuto idoneo a perfezionare l’adesione al ricorso.

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