Come si calcolano le quote ereditarie

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Alla morte di un parente stretto sorgono spesso conflitti circa il calcolo delle quote di successione spettanti a ciascuno. Il conflitto si accentua soprattutto se gli eredi sono tanti ed i rapporti tra loro non sono buoni.

Un simile problema si pone principalmente quando manca un testamento o anche quando ne esiste uno ma è incompleto. Si immagini, ad esempio, che il defunto abbia disposto la divisione di una parte dei beni tra figli e nipoti, ma che nulla dica sui buoni postali che aveva acquistato e che stanno fruttando un bel gruzzolo.

Orbene, in casi simili è fondamentale sapere quanto spetta a ciascuno degli eredi prima di impossessarsi dei beni ereditari.

Dunque, con questo articolo spieghiamo modo preciso il calcolo quote ereditarie secondo la legge così da offrire una guida rapida e completa per chiunque si trovi ad affrontare successioni ereditarie caratterizzate da problematiche simili.

Quote ereditarie senza testamento

Iniziamo subito dall’ipotesi più comune, ovvero l’eredità senza testamento. In questo caso, per quantificare le quote ereditarie spettanti a ciascuno degli eredi occorre seguire le regole dettate dal codice civile.

Prima di procedere è necessario precisare che, in mancanza di testamento, l’eredità si attribuisce seguendo il seguente ordine. Il primo soggetto chiamato ad accettare o rifiutare l’eredità è il coniuge (o la persona unita civilmente). Seguono, se esistono, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali, gli altri parenti fino al sesto grado e, da ultimo, lo Stato. Andiamo a vedere come si calcolano le quote ereditarie nel dettaglio.

Quote ereditarie per il coniuge o per la persona unita civilmente

Diciamo subito che la legge, in materia di calcolo delle quote ereditarie, non fa distinzioni tra la posizione del coniuge e quella della persona unita civilmente.

Detto questo, osserviamo che secondo la legge l’intero patrimonio ereditario va al coniuge o alla persona unita civilmente nel caso in cui alla morte di una persona gli sopravviva solo il coniuge o la persona unita civilmente (quindi nessun figlio, nessun genitore o nonno e nessun fratello).

Quote ereditarie nel caso di un solo figlio senza altri eredi  

Nel caso in cui sopravviva solo un figlio (senza il coniuge del defunto o i suoi genitori) a questi andrà l’intero patrimonio.

Quote ereditarie nel caso di due o più figli senza altri eredi

Se sopravvivono due o più figli, senza altri eredi (coniuge, genitori, ascendenti ecc.) a loro andrà l’intero, diviso in parti uguali.

Quote ereditarie per il coniuge e un figlio

Può succedere che oltre al coniuge sopravviva un solo figlio del de cuius, senza altri eredi. Ebbene, in questo caso la legge attribuisce metà del patrimonio a ciascuno. Inoltre, a favore del coniuge o della persona unita civilmente superstite è altresì attribuito il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d’uso sui beni mobili che la corredano (se di proprietà del defunto o comuni ai coniugi o alle parti dell’unione civile).

Quote ereditarie per il coniuge e due o più figli

Il caso di gran lunga più frequente è quello in cui oltre al coniuge sopravvivano due o più figli. Si immagini il caso in cui sopravvivano la moglie e due figli. Ebbene, le quote ereditarie moglie e due figli sono: un terzo del patrimonio ereditario al coniuge (più il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d’uso sui beni mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni ai coniugi o alle parti dell’unione civile) e due terzi, diviso in parti uguali tra loro, ai figli.

Quote ereditarie genitori

Se al defunto sopravvivono solo i genitori, senza coniuge, figli e fratelli, il patrimonio ereditario si attribuisce ad entrambi i genitori in parti uguali. Se il genitore è solo uno, a questi spetta l’intero patrimonio.

Quote ereditarie ascendenti

Nel caso in cui il defunto al defunto non siano sopravvissuti genitori, figli, fratelli o figli dei fratelli, l’intero patrimonio va ripartito tra gli ascendenti (nonni, bisnonni, ecc.)

– se di pari grado (ad esempio: sono tutti nonni), per metà alla linea paterna e per metà alla linea materna;

– se di diverso grado (ad esempio: nonni e bisnonni), al più vicino, senza distinzione di linea (quindi al nonno, in quanto più vicino rispetto al bisnonno).

Quote ereditarie se sopravvivono coniuge e ascendenti

Se al de cuius sopravvivono solo il coniuge e gli ascendenti, il patrimonio ereditario si divide così: due terzi al coniuge o alla persona unita civilmente (più il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d’uso sui beni mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni ai coniugi o alle parti dell’unione civile), un terzo agli ascendenti.

Quote ereditarie per fratelli e sorelle

Se al defunto sopravvivono solo fratelli e sorelle, senza altri eredi, a loro va l’intero patrimonio ereditario diviso in parti uguali. La legge però pone un’importante distinzione tra i fratelli e le sorelle unilaterali e i fratelli che hanno in comune entrambi i genitori: i fratelli unilaterali conseguono la metà della quota che spetta ai fratelli bilaterali.

Quote ereditarie coniuge e fratelli e sorelle

Se invece sopravvivono coniuge e fratelli, due terzi al coniuge o alla persona unita civilmente (+ il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d’uso sui beni mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni ai coniugi o alle parti dell’unione civile), un terzo ai fratelli e alle sorelle, ripartito in parti uguali (ma i fratelli e le sorelle unilaterali conseguono la metà della quota che spetta ai bilaterali).

Quote ereditarie di genitori (o ascendenti) e fratelli e sorelle

Se non ci sono figli del de cuius ma solo genitori e fratelli, a loro va l’intera eredità da dividersi in parti uguali. Se con i fratelli bilaterali concorrono fratelli unilaterali, a questi ultimi va la metà di quanto spetta ai fratelli bilaterali.

Quote ereditarie per coniuge, genitori e fratelli e sorelle

Se ad una persona sopravvivono sia il coniuge che i fratelli e le sorelle e i genitori, l’eredità si divide così: due terzi vanno al coniuge o alla persona unita civilmente (più il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d’uso sui beni mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni ai coniugi o alle parti dell’unione civile), un terzo diviso, diviso in parti uguali, va ai genitori e fratelli e sorelle (ma i fratelli e le sorelle unilaterali conseguono la metà della quota che spetta ai germani). Ai genitori deve comunque essere riservato un quarto di tutta l’eredità.

In mancanza dei genitori, la quota di loro spettanza (come sopra determinata) si devolve agli ascendenti (se esistenti), secondo le modalità indicate nel paragrafo dedicato agli ascendenti.

Quote ereditarie senza parenti stretti

Se non ci sono coniuge, figli, fratelli, sorelle e ascendenti, l’eredità si attribuisce in parti uguali ai parenti più prossimi fino al sesto grado (quindi zii, cugini ecc). Se non c’è nessun parente, l’eredità va allo Stato.

Quote ereditarie con testamento

Con il testamento si può disporre della propria eredità liberamente, senza dover operare una ripartizione secondo i criteri sopra elencati. L’unico limite imposto al testatore è quello di rispettare le quote dei legittimari.

I legittimari sono i parenti più stretti del defunto a cui la legge riserva in ogni caso una quota dell’eredità. Essi sono: coniuge, figli e, a volte, genitori. Per calcolare a quanto ammonta la quota di legittima riservata ai parenti più stretti in presenza di un testamento occorre prima individuare la cosiddetta quota disponibile e, per fare ciò, è necessario seguire un procedimento ben definito dalla legge che abbiamo spiegato in un altro articolo.

In ogni caso, basta qui dire che le quote di legittima in favore dei legittimari variano in dipendenza di quanti legittimari concorrono alla ripartizione.

Quota ereditaria legittima riservata ai figli

Iniziamo dicendo che, se al de cuius sopravvive un solo figlio, deve andare per legge metà del patrimonio ereditario se non c’è coniuge. Dell’altra metà il defunto potrà aver disposto per testamento in maniera del tutto libera.

Se i figli sono più di due, a questi devono andare i due terzi del patrimonio ereditario (da diversi in parti uguali fra loro), sempre se non c’è coniuge. Il resto può essere attribuito liberamente a chiunque per testamento.

Quota ereditaria legittima genitori

La quota di legittima può essere riservata ai genitori del defunto ma ciò avviene solamente se questi muore senza lasciare figli.

La quota varia a seconda se c’è il coniuge o meno.

Se non c’è alcun coniuge del defunto, ai genitori deve andare un terzo del patrimonio ereditario.

Se invece il coniuge c’è, ai genitori andrà un quarto del patrimonio.

Ovviamente, la restante parte del patrimonio può essere attribuita liberamente dal de cuius con testamento.

Quota ereditaria legittima a favore del coniuge

La quota legittima a favore del coniuge varia in dipendenza della presenza di figli o genitori del de cuius.

Se non ci sono figli, al coniuge è riservato metà del patrimonio ereditario.

Se c’è un solo figlio, al coniuge andrà un terzo del patrimonio.

Se i figli sono più di uno, al coniuge andrà quarto del patrimonio ereditario.

Di tutto il resto si potrà liberamente disporre per testamento.

Conclusioni

Come avrai capito, il calcolo delle quote ereditarie può essere molto complicato, soprattutto quando gli eredi sono tanti ed in disaccordo. Il nostro consiglio, qualora dovessi trovarti in situazioni simili, è di rivolgerti sempre ad un legale esperto in diritto delle successioni così da procedere alla ripartizione dell’asse ereditario senza rischiare di commettere errori.

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