La revoca del fido bancario: come difendersi

In questo articolo parliamo di una situazione molto comune per i piccoli imprenditori: la revoca del fido bancario.

Che cos’è il fido bancario

Il contratto di apertura di credito (art. 1842 codice civile), comunemente detto “fido” è il contratto con il quale la banca mette a disposizione del cliente, a tempo determinato o indeterminato, una somma di denaro, concedendogli la possibilità di utilizzare importi superiori alla disponibilità propria, nei limiti della somma accordata.

In sostanza, con questo contratto la Banca concede al cliente del denaro dandogli la possibilità di andare in rosso sul conto corrente. Quale corrispettivo per questo prestito la banca, ovviamente, richiede degli interessi.

Il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato: se a tempo determinato, la banca può recedere dal contratto solo per giusta causa e, di conseguenza, intimare al cliente il pagamento entro almeno 15 giorni dalla risoluzione del contratto; se il contratto è invece a tempo indeterminato, la banca può recedere in qualsiasi momento facendo valere il termine previsto nel contratto per la restituzione del fido.

Può succedere che quando il cliente (spesso un’impresa) si trovi in difficoltà economica, la banca proceda a revocare il fido e a chiedere l’immediato rientro delle somme. Tale condotta ben può configurare un abuso, soprattutto quando il comportamento della banca risulta essere imprevedibile ed ingiustificato.

Come difendersi in caso di revoca del fido

Se la banca decide di revocare il fido, la cosa più importante da fare è andare a verificare, in base agli estratti conto – soprattutto quelli trimestrali – se gli interessi applicati siano legittimi o meno.

Se ad esempio il conto corrente è molto datato (aperto prima del 2000), c’è la possibilità di far dichiarare l’indeterminatezza degli interessi ed ottenere un ricalcolo secondo tasso legale o un tasso BOT ottenendo, una restituzione veramente importante. Ciò in quanto, una volta citata in giudizio la banca per far dichiarare l’illegittimità della revoca, si potrà chiedere alla stessa di esibire tutta la documentazione relativa al nostro contratto che la banca probabilmente non riuscirà a produrre, visto che si tratta di contratto anteriore al 2000.

Se il fido non ha una durata così ampia ma è comunque precedente al 2009, può essere in ogni caso valutata la presenza di anomalie. Tra queste vi sono quelle relative alla commissione di massimo scoperto e quelle inerenti tutta la tematica dell’usura bancaria.

Inoltre, sempre dopo il 2009 è stata applicata un’ulteriore commissione, cosiddetta CIV (Commissione di istruttoria veloce). Molto spesso quando è presente quest’ultima commissione, ci sono serie probabilità di incorrere nel fenomeno dell’usura bancaria e quindi di contestare immediatamente tutti gli interessi.

Il vantaggio di verificare se ci sono delle anomalie nel fido bancario

In primo luogo, la possibilità di ricalcolare l’effettivo ammontare del debito e, soprattutto verificare se si ha effettivamente un debito nei confronti della banca. Non è raro, infatti, che dopo il ricalcolo sia la banca a dover dei soldi al cliente. In tal caso, ovviamente, nulla sarà dovuto alla banca.

Inoltre, con la immediata contestazione si avrà la possibilità di bloccare l’azione della banca di prendere tempo utile per riuscire a chiudere successivamente la posizione debitoria a saldo e stralcio.

Un esempio

Alcuni nostri clienti (imprenditori agricoli) avevano un fido di circa 350 mila euro ed erano molto ben patrimonializzati (avevano un patrimonio molto importante). Abbiamo effettuato una prima analisi di tutti gli estratti conto (parliamo di un conto corrente di oltre 15 anni) ed effettivamente abbiamo riscontrato diverse anomalie, grazie alle quali abbiamo avuto la possibilità bloccare l’azione della banca e trovare un accordo, verso fine anno, pagando solo 150 mila euro anziché 200. Basti considerare che, escludendo tutti gli interessi, in caso di causa avrebbero dovuto dare oltre 210 mila euro.

Cosa non fare in caso di revoca del fido

Quando la banca comunica la revoca del fido, vi sono alcune cose da non fare assolutamente.

  • Non si deve mai riconoscere il debito.

Il fido in conto corrente è un finanziamento chirografario (garantito solo personalmente dal debitore) e quindi non è sorretto da particolari garanzie. In caso di decreto ingiuntivo da parte della banca si potrà comunque proporre opposizione contestando alcuni vizi per prendere tempo. Nella prassi accade che, nel caso in cui la banca richieda un rientro, e voglia concedere la possibilità di pagare in maniera dilazionata, farà firmare un documento in cui il cliente riconosce il debito. Così facendo, tutti i vizi civili potenzialmente esistenti non potranno essere più rilevati, salvo l’usura bancaria nel caso in cui sia presente.

  • Non si deve mai trattare da soli col direttore della banca.

Bisogna trattare con distacco e soprattutto si deve considerare che la filiale ha un unico interesse: far pagare tutto magari con una rinegoziazione o magari facendo fare un mutuo. In realtà questo mutuo è un’altra delle cose che non si deve mai fare e si chiama mutuo simulato.

Con il mutuo simulato si va a dare alla banca un’ipoteca per rientrare del finanziamento chirografario e così ad agevolare l’azione di recupero. Nel caso non si dovesse pagare il mutuo, può succedere quello che è già capitato ad un nostro assistito (imprenditore del settore caseario). Questi aveva una società, una srl, con fidi attivi presso varie banche e si trovava in difficoltà economica. Le banche chiamarono l’imprenditore e la moglie e gli fecero stipulare dei mutui ipotecari per rientrare dei debiti. L’azienda successivamente è fallita e l’imprenditore non ha avuto più i soldi per poter pagare i mutui. Le banche allora gli hanno revocato immediatamente i mutui e, dopo diverse cause, che sono durate anni, siamo riusciti poi chiudere tutto a saldo e stralcio. Il problema più grande è stato che, andando a contestare soltanto il contratto di mutuo, non abbiamo avuto la possibilità di recuperare e di contestare tutte le anomalie che c’erano anche sui conti correnti. Se avessimo fatto un’azione direttamente sul conto corrente, ci sarebbero state molte più possibilità di ridurre o azzerare addirittura il debito per cui mai fare un mutuo simulato.

  • Mai firmare delle cambiali.

Con la cambiale si va a fornire alla banca un titolo esecutivo che, nel caso in cui non si dovesse riuscire a pagare il debito, le consentirà di procedere direttamente al pignoramento dei beni del debitore.

 Quali sono le conseguenze della revoca del fido

La principale conseguenza è che si verrà segnalati quali “cattivi pagatori” in Centrale rischi (clicca qui per approfondire sulle segnalazioni in Centrale dei Rischi).

Questa segnalazione potrebbe compromettere i rapporti con le altre banche per cui sarà indispensabile andare a indicare a tutte qual è il motivo della segnalazione. Per questo motivo sarà necessario affidarsi a dei professionisti del settore che, in base alle esigenze, potranno indicare le migliori strategie e gli importi necessari per poter risolvere immediatamente o prendere tempo con la banca.

Altra fondamentale conseguenza è che, probabilmente, non si avrà più la disponibilità per poter pagare i fornitori, così esponendosi ad azioni da parte di questi per il recupero del credito. Ciò condurrà, inoltre, a subire un grave discredito commerciale che potrà, senza dubbio, danneggiare la reputazione dell’azienda.

Conclusioni

Se ti è stato revocato già il fido la prima cosa da fare è andare a verificare se ci sono delle anomalie nei tassi di interesse applicati così da capire qual è l’importo effettivo del debito, sempre se esiste effettivamente un debito, e andare immediatamente a contestare, così da provare a trovare una definizione a saldo e stralcio o prepararsi per una causa per prendere tempo e chiudere in futuro, nell’arco dei 3/4 anni successivi, a saldo e stralcio. In ogni caso cerca di non commettere i principali errori sopra elencati.

Se invece ti è stato notificato un decreto ingiuntivo, occorrerà valutare analiticamente se e come proporre opposizione.

Questo articolo è stato scritto a mero scopo informativo e non può essere inteso in nessun modo quale parere legale.

0

Articoli correlati

Prelievi con bancomat non…

Nel caso di prelievi a mezzo bancomat non riconosciuti dal correntista, grava sulla banca l'onere di dimostrarne l'imputabilità al cliente per colpa grave. Se tale prova non viene fornita, il…
Leggi di più

ll rimborso anticipato del…

ll rimborso anticipato del finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio e gli effetti della sentenza ‘’Lexitor’’ della CGUE (C-383/18) Un paio di anni fa, hai ricevuto un finanziamento dalla…
Leggi di più