Come si fa la dichiarazione di successione

dichiarazione di successione
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Ogni anno sono tantissime le dichiarazioni di successioni presentate all’Agenzia delle Entrate.

Il dato non dovrebbe sorprendere dal momento che la presentazione della dichiarazione di successione (o denuncia di successione) è un adempimento molto importante funzionale alla liquidazione (e quindi al pagamento) dell’imposta di successione. La legge infatti prevede che ogni volta che vi sia la trasmissione di un patrimonio a causa di morte è necessario pagare un’imposta il cui valore varia in relazione a diversi fattori. Il mancato pagamento nei termini comporta sanzioni, anche pesanti, e possibili azioni di riscossione coattiva.

Il tema della dichiarazione di successione è sempre un tema “caldo” sul web e sono tantissime le ricerche di informazioni utili a tal fine (basti pensare che le locuzioni più ricercate sono “ dichiarazione successione “ , “ denuncia successione “, “ dichiarazione di successione istruzioni “). Ciò è dovuto probabilmente al fatto che il procedimento per presentare la dichiarazione di successione è abbastanza complicato e la possibilità di commettere errori molto alta con conseguente rischio di sanzioni.

Proprio per cercare di facilitare il compito di chi è chiamato all’adempimento, con questo articolo andremo a vedere come fare la dichiarazione di successione.

Dichiarazione di successione: dove si fa

La prima cosa da chiarire è che oggi la dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente online. A tal fine esistono gli appositi servizi telematici dell’Agenzia ai quali si accede con un’utenza SPID o Fisconline/Entratel.

Per fare la dichiarazione di successione bisogna scaricare un programma (software) dal sito dell’Agenzia che si chiama “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”. Il programma serve per la compilazione e l’invio della dichiarazione. Il programma, sebbene apparentemente non molto intuitivo, è facile da usare e comunque l’Agenzia mette a disposizione una guida esaustiva da seguire per presentare correttamente la dichiarazione. Una volta che si compilano tutti i campi la dichiarazione può essere presentata. La prova della presentazione è data dalla ricevuta trasmessa, sempre per via telematica, dall’Agenzia stessa.

Per le pratiche di successione ci si può rivolgere ad intermediario abilitato (per esempio, professionisti o CAF) o direttamente dal contribuente presso l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate.

Dichiarazione di successione: cosa serve

Quando ci si accinge ad avviare una pratica di successione è sempre necessario avere a disposizione documentazione precisa e dettagliata. Le persone ne sono consapevoli e per questo molto spesso ci viene chiesto come preparare i “documenti per successione” riferendosi alla dichiarazione di successione.

Sul punto va detto che di solito è necessario munirsi di:

  1. Certificato di morte del De Cuius, o autocertificazione;
  2. Certificato di ultima residenza o autocertificazione;
  3. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà rilasciata dall’erede che presenta la dichiarazione in cui sono indicate gli estremi dell’atto di morte, gli eredi, il tipo di Successione (legittima o testamentaria) ed il regime patrimoniale dei coniugi (ove ricorra il caso) o autocertificazione.
  4. Visure catastali dei beni immobili, ora non più obbligatorie;
  5. Copia del testamento autenticata dal notaio o comunque atto di successione (in caso di Successione testamentaria) eventuale atto di rinuncia all’eredità;
  6. Prospetto dell’autoliquidazione delle imposte ipotecaria, catastale;
  7. Ricevuta di pagamento delle imposte di cui al punto precedente (mod. F23);
  8. Certificato di destinazione urbanistica, quando in Successione cadono terreni o autocertificazione;
  9. Dichiarazione dell’Istituto di Credito per conti correnti bancari se esistenti nell’asse ereditario;
  10. Copia del contratto di mutuo e mod. 237 per inserire i mutui tra le passività, se esistenti nell’asse ereditario;
  11. Ricevuta spese funerarie, se è dovuta imposta di successione;

In alcuni casi particolari potrebbe comunque essere richiesta documentazione ulteriore.

Quando fare la dichiarazione di successione

La dichiarazione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, che coincide il decesso della persona.

Come si diceva, la mancata presentazione della dichiarazione entro i termini può comportare una sanzione che va dal 120% al 240% dell’imposta liquidata e se non è dovuta imposta si applica la sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro;

Va precisato che qualora la dichiarazione sia presentata con un ritardo non superiore a 30 giorni si applica la sanzione amministrativa dal 60% al 120% dell’imposta liquidata e se non è dovuta imposta si applica la sanzione amministrativa da 150 a 500 €.

Va comunque precisato che è possibile effettuare il pagamento dell’imposta con una sanzione ridotta prima che avvenga l’accertamento da parte dell’ufficio (si chiama “ravvedimento operoso” ). La sanzione è pari ad una percentuale ridotta delle imposte dovute a secondo del ritardo.

Vediamo i vari casi di ritardo in base al momento in cui viene fatto il pagamento:

  • entro 15 gg dalla scadenza la sanzione è pari allo 0,1% delle imposte dovute per ogni giorno di ritardo;
  • entro 30 gg dalla scadenza la sanzione è pari al 1,5%;
  • entro 90 gg dalla scadenza la sanzione è pari al 1,67%;
  • entro 1 anno dalla scadenza la sanzione è pari al 3,75%;
  • oltre 1 anno ma entro il 2° dalla scadenza la sanzione è pari al 4,29%;
  • oltre 2 anni dalla scadenza la sanzione è pari al 5%.

Il versamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente al pagamento, in ritardo, del tributo, nonché al pagamento degli interessi moratori (al tasso legale) dovuti.

E’ quindi sempre consigliabile avviare le pratiche successione per tempo così da evitare sanzioni e, comunque, in caso di ritardo, adoperarsi per pagare immediatamente evitando che sia l’Agenzia delle Entrate a chiedere il pagamento con atto di accertamento.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione

Quando gli interessati alla successione sono tanti non è raro l’insorgere di discussioni su chi debba occuparsi della pratica successione. Come si può immaginare, per quanto detto fin qui, il procedimento è pieno di cavilli burocratici. Motivo per cui non tutti potrebbero volersi assumere la responsabilità di eventuali errori.

Comunque, va detto che la legge si è preoccupata di individuare esattamente i soggetti tenuti a presentare la dichiarazione.

Sono tenuti alla presentazione della dichiarazione di successione:

  • I chiamati all’eredità ovvero tutti i soggetti (persona fisica o giuridica), che non hanno ancora accettato l’eredità, ai quali potenzialmente può essere trasmesso il patrimonio del defunto oppure una sua quota;
  • Gli eredi: la qualità di erede, secondo legge, si acquista con l’accettazione (espressa o tacita) dell’eredità;
  • I legatari: sono destinatari di uno o più beni oppure uno o più diritti, determinati dal defunto con testamento (ad esempio la persona a cui il defunto lascia un appartamento è un legatario e non un erede).
  • I rappresentanti legali degli eredi o dei legatari;
  • Gli amministratori dell’eredità;
  • I curatori dell’eredità giacente;
  • Gli esecutori testamentari. L’esecutore testamentario è il soggetto a cui il defunto può dare il compito di curare le sue ultime volontà, espresse nel testamento;
  • I trustee. Il trust è un istituto giuridico nel quale vengono trasferiti i beni del disponente (o settlor), nel caso di specie il defunto, affinché vengano amministrati e gestiti in favore di altri soggetti (beneficiari), a cui l’amministratore (trustee) dovrà trasferirli dopo un periodo di tempo o una volta raggiunto uno scopo;

È comunque sufficiente che la dichiarazione sia sottoscritta da uno solo dei soggetti obbligati.

Chi non deve presentare la dichiarazione

Può sembrare strano, ma ci sono casi in cui la dichiarazione di successione non deve essere presentata. In particolare, la dichiarazione di successione non va presentata se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario (valore dei beni) non è superiore a 100.000 € e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (fabbricati e terreni).

Dichiarazione di successione: quali beni riguarda

Nella dichiarazione di successione devono essere indicati tutti i beni e i diritti di cui il defunto era titolare in vita che corrispondono al suo patrimonio. Tra questi beni e diritti vi rientrano:

  • I beni immobili e quindi fabbricati e terreni;
  • I beni mobili e titoli al portatore posseduti dal defunto o depositati presso altri a suo nome;
  • Denaro, gioielli, preziosi e mobilia (tra cui quadri ed opere d’arte);
  • Rendite, pensioni e crediti;
  • Aziende agricoli e commerciali, quote sociali, azioni o obbligazioni;
  • Navi, imbarcazioni e aeromobili che non fanno parte di aziende.

L’indicazione dei beni e dei diritti sopra descritti è indispensabile perché su di essi andrà calcolata l’imposta di successione da pagare in favore del fisco

A quanto ammonta l’imposta di successione

La questione forse più ricorrente e sulla quale spesso discutono i vari esponenti politici del nostro Paese riguarda proprio l’ammontare dell’imposta di successione. Questa imposta, diversamente dalle altre, viene liquidata dall’ufficio in base ai dati indicati nella dichiarazione tenendo conto anche delle eventuali dichiarazioni sostitutive che danno diritto a riduzioni o agevolazioni. Il pagamento dell’imposta di successione deve essere effettuato entro 60 giorni dalla data in cui è stato notificato l’avviso di liquidazione. Scaduto tale termine si rendono applicabili, oltre alle sanzioni, anche gli interessi di mora. L’entità del suddetto tributo è commisurato al grado di parentela degli eredi rispetto al defunto.

In particolare, le aliquote sono:

  • 4% per il coniuge e i parenti in linea retta per i patrimoni di valore superiore a € 1.000.000;
  • 6% per i fratelli e sorelle per i patrimoni di valore superiore a € 100.000;
  • 6% per i parenti fino al 4° grado, affini in linea retta ed affini in linea collaterale fino al 3° grado. In questo caso non è previsto alcun limite di valore;
  • 8% per tutti gli altri soggetti. Anche in questo caso non è previsto alcun limite.

Se l’erede è portatore di handicap grave riconosciuto il limite è aumentato ad un milione e mezzo di euro.

All’imposta di successione vanno aggiunte le imposte ipotecaria e catastale, che sono dovute rispettivamente con l’aliquota del 2 e dell’1%, da applicare al valore imponibile degli immobili oggetto di trasmissione ereditaria.

Conclusioni

Abbiamo cercato di riassumere in maniera essenziale i principali aspetti da tenere in considerazione relativamente alla dichiarazione di successione. Come avrai certamente compreso, la dichiarazione di successione è un adempimento fiscale di particolare importanza caratterizzato da un procedimento abbastanza complesso. Per queste ragioni è opportuno farsi assistere sempre da professionisti specializzati in materia, specie quando si tratta di successioni aventi ad oggetto beni di valore, per evitare di commettere errori che potrebbero comportare l’applicazioni di ingenti sanzioni da parte del fisco.

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